Il Palazzaccio e la Torraccia
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Il Palazzaccio e la Torraccia

Il Palazzaccio e La Torraccia raccontano lo stesso angolo di paese attraverso duemila anni di storia — dalle pietre romane al portale seicentesco dei Feliciangeli.

Una residenza nobile, una torre romana. Stesso complesso, secoli di distanza.

Nella parte est del paese, due strutture apparentemente diverse condividono lo stesso terreno e, probabilmente, la stessa storia lunga duemila anni.

Il Palazzaccio è la parte che si vede per prima: un complesso residenziale di più corpi di fabbrica, cresciuto nel tempo. Il nome inganna — “Palazzaccio” suona malandato, ma era la dimora più importante del borgo. La parte più antica mostra una facciata con portale in bugnato e finestre pensate per impressionare. Sul portale, un’iscrizione: Franciscus Feliciangeli, 1664. I Feliciangeli erano una famiglia di Corneto — l’attuale Tarquinia — che acquisì e ampliò una struttura già esistente. All’interno, oggi frazionato, restano scale in pietra, volte e ambienti generosi che parlano di una vita domestica di rango.

La Torraccia è l’enigma del complesso. Quattro metri e mezzo di altezza, otto di lunghezza, pareti in opus incertum — la tecnica romana delle pietre irregolari legate con malta. Sta in piedi da circa duemila anni e nessuno l’ha mai scavata. Potrebbe essere una torre di avvistamento, un tratto del muro perimetrale della tenuta agricola, o — ipotesi più suggestiva — un mausoleo funerario per i proprietari della villa rustica. La posizione dominante rende tutte e tre le letture plausibili.

Due epoche, due funzioni, un unico luogo che aspetta ancora di essere compreso fino in fondo.

Lo sapevi che… La Torraccia non ha mai avuto indagini archeologiche. Il suo nome viene dalla gente del posto, non dagli studiosi. Quello che sappiamo è solo dalla superficie — il resto è tutto da scoprire.

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