La Bottega di Caneva
Punto di Interesse

La Bottega di Caneva

Per generazioni i Giganti — Aurelio, Angelo, Renzo — hanno fatto e riparato le scarpe di tutti i sangiovannesi. La bottega è rimasta intatta e si visita gratuitamente, su appuntamento.

La bottega ha smesso di lavorare. Nessuno ha spostato un attrezzo.

Entri e capisci subito che qui non si è buttato via niente: gli attrezzi al loro posto, le forme di legno allineate, il banco segnato dall’uso. Non è una ricostruzione. È la bottega vera, lasciata volutamente com’era.

Per decenni, chi a Villa San Giovanni aveva bisogno di un paio di scarpe sapeva dove andare. La firma era una sola: «Caneva». Prima Aurelio Giganti, poi il figlio Angelo, infine il nipote Renzo, che ci ha lasciati nell’estate del 2026. Tre generazioni, lo stesso banco, gli stessi gesti.

Quello del calzolaio è stato uno dei mestieri più diffusi dei secoli passati, e oggi è quasi del tutto scomparso. Per questo la bottega non è stata svuotata: è rimasta lì, come si lascia un ricordo a chi viene dopo.

A tenerla aperta oggi è Maria Maddalena Giganti, figlia di Renzo. La visita è gratuita, su appuntamento: mezz’ora dentro un mestiere che non c’è più, raccontato da chi lo ha visto praticare in casa.

Lo sapevi che… La prima cosa che si imparava qui non riguardava le scarpe. Riguardava un principio: che tutto si ripara. Un paio di scarpe logore era solo l’esercizio di partenza.

Info visita: Ingresso gratuito, su appuntamento — Maria Maddalena Giganti, tel. 339 4574859.

Galleria

Torna alla mappa