Fonte etrusco-romana con tre cannelle scavate nel tufo, a nord del borgo. Usata per secoli, fu decisiva durante l'epidemia di colera del 1884. Riaperta al pubblico nel 2024 dopo cinquant'anni di abban
L’acqua che ha salvato il paese dal colera scorre qui da duemila anni.
Fuori dal centro abitato, in località Vallozzano, l’acqua scorre dal tufo da duemila anni. La Sorgente Baldacchini è una fonte di epoca etrusco-romana: tre cannelle alimentate da canalette scavate nella roccia della collina sovrastante, un sistema idraulico che ha funzionato senza soluzione di continuità fino a metà Novecento.
Il momento più alto della sua storia arriva nel 1884. Mentre l’epidemia di colera colpiva l’Italia e Villa San Giovanni rischiava il peggio, la sorgente garantì acqua potabile alla comunità. Per decenni fu un punto di riferimento quotidiano — poi, con l’arrivo dell’acquedotto moderno, cadde nell’oblio. Mezzo secolo di abbandono, rovi, silenzio.
Il 24 marzo 2024 la fonte è tornata al suo splendore antico. Il restauro, promosso dall’associazione scientifico-culturale Antiqua Tellus – Centro Studi Mons. Simone Medichini insieme agli eredi Baldacchini (da cui il nome), ha riportato alla luce le tre cannelle originarie. All’inaugurazione, con il sindaco Fabio Latini, il consiglio comunale e il parroco Don Paolo Canalis, è stata scoperta una targa dedicata a Marcello Caporossi, attivista dell’associazione scomparso nel 2023.
Oggi la sorgente è tappa del Cammino dei Tre Villaggi, che collega Villa San Giovanni a Blera e Barbarano.
Lo sapevi che… Per arrivare alla sorgente si attraversa il Praticello, la zona più antica del paese. Nel maggio 2024 le scolaresche locali ci sono tornate in escursioni guidate — il modo più semplice e potente per trasmettere la memoria di un luogo salvato dall’oblio.